Dieci “sconosciuti”
Stamattina ho ritrovato delle vecchie foto scattate con una vecchia Epson. Appena 5 anni e quell’oggetto che mi sembrava fantascienza è una scatola ingombrante gettata lì a prendere polvere. Ero passato chissà quante volte per quel posto, eppure avevo sempre rimandato la sosta, ma quella volta no. Scendo dall’auto e varcando il cancello penso “Porca miseria! sembrava più piccolo!”, le siepi erano tagliate perfettamente così come l’erba dalla quale “sbocciavano” migliaia di croci. Entrare in quel cimitero di soldati francesi mi ha fatto capire più di ogni altra cosa il significato della parola guerra, più di ogni libro, telegiornale o dibattito.
Provavo ad immaginare il volto di quei ragazzi che avranno avuto la mia stessa età, ma non ci riuscivo, cristiani e musulmani condividono la stessa terra in pace dopo la morte.
Croci messe in fila come i fili su un telaio, mi fermo davanti ad una di queste e penso a quei
“10 INCONNUS“.










