Onorevoli discorsi…
Questo non lo puoi dire!
Buffone!
Imbecille!
Sono con voi. Ipocriti!
Il maestrino che fa le lezioni!
Ci ha chiamati nazisti…!
È vero! È vero!
Per favore!
Non si dicano bugie.
È vero!
Non hai mai lavorato in vita tua!
Ha dato dell’ubriaco al collega!
Non voleva dire questo!
Vergogna! Vergogna!
Vergogna!
Scemo! Non ti permettere di dire vergogna! Imbecille!
Questo non è vero!
Ma questo cosa c’entra?
Leggendo, si potrebbe pensare ad un discorso da bar, oppure ad un dibattito di quelli che si sentivano ai tempi delle assemblee di istituto, quando eravamo divisi tra fascisti e comunisti. Invece no, niente di tutto questo.
Il corsivo che avete letto è stato tratto dai resoconti stenografici delle sedute parlamentari. Qualche decina di migliaia di euro per insultarsi, cosa desiderare di più dalla vita?
Qualcuno disse che in il problema era stato creato alla radice chiamando il massimo organo istituzionale “Parlamento” (ossia luogo dove si parla), invece sarebbe stato più utile chiamarlo “Fattamento”. Ma alla luce di quanto leggo mi viene spontaneo chiamarlo “Insultamento”.
Chiaramente chi desidera approfondire l’argomento può consultare il sito www.camera.it









