Saddam impiccato = Problemi risolti?

Saddam Hussein è stato giustiziato, appeso ad una corda in ripresa diretta. Ma perchè? Ufficialmente per aver ordinato l’uccisione di quasi 150 persone coinvolte in un fallito attentato alla sua persona. Uccidere un tiranno per una strage di 150 uomini? Volendo fare un paragone significherebbe fucilare Bernardo Provenzano perchè nel 1965 ha rubato 7 galline. Mi spiego meglio, Saddam ha commesso reati al limite dell’immaginazione (cfr. strage di 5000 civili bombardati con armi chimiche) per i quali non potrà mai rispondere, essendo morto. Mi sorge un dubbio: era stato deciso che il dittatore doveva morire quanto prima, forse sapeva troppo, oppure costituiva un pericoloso ostacolo, una mina vagante. Non dimentichiamoci che tutto è iniziato con l’accusa all’Iraq di possesso di armi di distruzione di massa, il prossimo marzo ricorrerrà il quarto anniversario dall’attacco americano eppure di quelle armi nessuna traccia. E chi meglio di Saddam poteva fornire informazioni per ritrovarle. Allora perché ucciderlo? E così in fretta? Aiutatemi a capire…

Questo post e' stato pubblicato il Giovedì, Gennaio 4th, 2007 alle 08:33 nella categoria Guerra e morte. Puoi essere informato su ogni aggiornamento tramite l'RSS 2.0 . Puoi inserire una risposta, o trackback dal tuo sito.

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