Nel comunicato settimanale del RAPEX, il sistema di alert rapido della UE per i prodotti di consumo pericolosi, ci sono anche capi di abbigliamento Roberto Cavalli e Giorgio Armani. Gli abiti, destinati a bambini, secondo il RAPEX non rispecchiano gli standards creando il rischio di strangolamento a causa di cordoncini di lunghezza superiore alla norma.
Per i curiosi il link al report è questo
http://ec.europa.eu/consumers/dyna/rapex/create_rapex.cfm?rx_id=221
Noterete che sia Cavalli che Armani, portano il nome dello stile italiano nel modo…anche se alla voce Country of origin: appare Turchia o Indonesia.
“Buonasera telecom italia, volevamo proporle…”
“Salve la chiamo dal Tele2, vorrei presentarle…”
“Sono Chiara, sono lieta di offrile…”
Suppongo vi sia capitato qualche volta di ricevere telefonate del genere…continuate a leggere.
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005, sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1º agosto 2005».
Questo uno degli emendamenti del disegno di legge di conversione del decreto milleproroghe, gentilmente ideato dai senatori FLERES, ALICATA, LEGNINI.
Una genialata che ha dell’incredibile, in questo modo le aziende che avranno raccolto ed aggregato i nostri dati prima del 2005, ossia prima che fosse obbligatorio chiedere agli utenti il consenso all’utilizzo dei dati per fini pubblicitari, potranno fare i loro porci comodi nel pieno rispetto della legge.
Mi piacerebbe davvero avere i numeri di casa di questi tre senatori, e passarli ai vari call center magari dicendo “Ma sa c’è un mio amico interessato…”, quando gli avranno rotto i c…i 10 volte al giorno magari si renderanno conto, salvo che non abbiamo qualche maggiordomo pagato da noi che risponde al telefono.
Purtroppo nemmeno Il Garante sembra avere voce in capitolo quando ci sono interessi economici di un certo livello in gioco.
Il sito di networking online MySpace ha individuato e bloccato circa 90000 utenti registrati colpevoli di reati a sfondo sessuale nel corso degli ultimi due anni.
La”scioccante” cifra supera di 40000 utenti una precedente dichiarazione di MySpace, e salta fuori a seguito di una citazione ricevuta dalla stessa società.
Il procuratore generale del Connecticut Richard Blumenthal ha dichiarato: “Questa sconvolgente rivelazione, risulta da una nostra citazione, e fornisce la prova sull’utilità di costringere i siti di social networking a fornire le informazioni relative ai criminali sessuali che imperversano in rete”.
Blumenthal ha aggiunto che l’ufficio è in attesa di una risposta ad una analoga citazione rilasciata a Facebook.
Due anni fa, MySpace ha commissionato alla Sentinel Safe Tech Holdings Corp. La creazione di una banca dati nazionale per i reati a sfondo sessuale, dopo aver appreso che alcuni giovani utenti erano stati rapiti da criminali sessuali.
Sentinel gestisce attualmente la banca dati degli Stati Uniti per i reati a sfondo sessuale che comprende ben 120 dettagli per ogni singolo criminale, dai loro nomi e gli indirizzi, dalle cicatrici ai tatuaggi. Ed è stato proprio questo data base che ha consentito di individuare e rimuovere i 90000 criminali.
Mi auguro sinceramente che queste operazioni siano fatte con tutte le garanzie del caso, perché se da un lato è indubbia l’importanza di assicurare alla giustizia i criminali sessuali, è altrettanto importante evitare la caccia alle streghe o peggio ancora rischiare di coinvolgere persone che non hanno nulla a che fare con questo tipo di reati.
Fonte: http://www.reuters.com
Una commissione della Camera dei Lords, ha pubblicato il rapporto ” Sorveglianza: Cittadini e Stato”, un documento abbastanza corposo considerando le quasi 450 pagine, ma altrettanto interessante.
Il rapporto evidenzia come lo stato di sorveglianza elettronica nei confronti dei cittadini rischi di diventare pervasivo.
Due esempi in particolar modo sono evidenziati, Banca dati nazionale del DNA e Videosorveglianza.
In riferimento alla banca dati nazionale del DNA, la relazione mostra il concreto rischio di una “potenziale una violazione delle libertà civili”. E’ stato rilevato che l’analoga banca dati degli Stati Uniti l’FBI CODIS database - si riferisce allo 0,5% della popolazione statunitense. In confronto, la banca dati del DNA del Regno Unito archivia dati sul 7,39% della popolazione.
Per quanto riguarda l’utilizzo delle telecamere CCTV, la relazione pone il Regno Unito ai vertici mondiali con circa quattro milioni di telecamere in funzione, ed a ciò va aggiunto il fatto che nel decennio 1996-2006, il governo ha speso per la videosorveglianza £ 500m.
Naturalmente gran parte dei cittadini considerano positivo l’utilizzo di sistemi di videocontrollo, tuttavia ciò che non è possibile effettivamente verificare è la loro efficacia. Inoltre il rischio principale è quello di alterare il rapporto tra lo Stato e gli individui, minando la loro riservatezza. Lo stesso presidente della commissioni si è detto preoccupato in quanto “L’enorme aumento di sorveglianza e di raccolta di dati da parte dello Stato e delle altre organizzazioni rischia di minare la lunga tradizione della privacy e della libertà individuale, che sono vitali per la democrazia. Sebbene i cittadini sembrano essere fiduciosi sul fatto che i dati raccolti non sono utilizzati in modo improprio, è necessaria maggiore trasparenza, in modo da consentire di sapere chi li raccoglie e come sono utilizzati”.
La relazione è accompagnata da 44 consigli pratici per proteggere la privacy.
Per coloro che fossero interessati, i documenti si trovano al seguente link:
http://www.publications.parliament.uk/pa/ld/ldconst.htm#reports
Google ha rilasciato un software che consente agli utenti di telefoni cellulari e altri dispositivi wireless di condividere la propria ubicazione con la famiglia e gli amici.
Gli utenti di 27 paesi saranno in grado di trasmettere la propria posizione costantemente, usando Google Latitude. Particolari controlli consentono agli utenti di selezionare i destinatari delle informazioni e di scollegarsi in qualsiasi momento.
“Fun aside, we recognise the sensitivity of location data, so we’ve built fine-grained privacy controls right into the application. “A parte l’aspetto divertente, ci rendiamo conto della sensibilità dei dati, così abbiamo previsto stringenti filtri per la privacy” ha dichiarato Google in un post del blog che annuncia il servizio.
“Potrai controllare non chi può verificare la tua posizione, ma anche decidere la posizione che sarà vista”.
Friends’ whereabouts can be tracked on a Google map, either from a handset or from a personal computer. Gli amici in giro potranno essere monitorati su Google map, da un portatile o da un personal computer.
Varie aziende, compresa Verizon Wireless di proprietà di Verizon Communications e Vodafone Group, già offrono il servizio Loopt, che funziona anche su iPhone da Apple.
Latitudine funzionerà sul BlackBerry e su dispositivi Symbian S60 o Microsoft Windows Mobile.
Fonte: uk.reuters.com
Va bene confesso, non ci ho dormito, volevo capire se mi era sfuggito qualcosa o effettivamente l’Ansa l’avesse fatta grossa, così mi sono messo alla ricerca ed ho scoperto l’errore. L’Ansa ha utilizzato una stessa foto per due notizie completamente diverse, arrecando sicuramente un danno al povero Zornitta che ne ha già passate tante. La cosa più soprendente è che a distanza di 24 ore ancora non si sia provveduto a modificare l’immagine.
Ecco l’articolo originale, confrontatelo con quello del post precedente.

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