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Ma dove sono le notizie fastweb, su…fastweb.it?

In queste ore non si fa che parlare dello “scandalo fastweb”, beh allora mi sono chiesto se e cosa ci fosse in merito sul sito dell’azienda, che pure tratta di notizie ed attualità. Con tanta “sorpresa” non trovo nulla, magari non ho guardato bene, se qualcuno alla fine riesce a trovare qualcosa mi informa?

I dati reali sull’influenza H1N1 e altri dati su mortalità

Il grande Brusco con il suo video cerca di sottolineare la disinformazione sul fenomeno della febbre suina (per carità non la chiamate così che il mercato della carne ne potrebbe risentire). Purtroppo i cartelli farmaceutici sono troppo potenti, e gli interessi economici di settore sono di gran lunga superiori a quelli della gente comune che muore ogni giorno per mille motivi. Beh ora guardate il video e fatemi sapere.

Concerto di Vasco Rossi…occhio al biglietto!

Ciao a tutti,
ieri sono stato a Caserta per il concerto del Blasco, inutile dire che è stato fantastico!
Venendo al titolo del post invece, ecco cosa mi è accaduto.

Eravamo un gruppetto di cinque persone, e quando siamo passati per il varco non sembrava esserci nulla di anormale anzi, quando mi hanno staccato il tagliando dal biglietto ho visto un movimento strano. In effetti il tipo del controllo invece di limitarsi a staccare il tagliando dal mio biglietto, ha preso tutto (tagliando e biglietto) restituendomi un biglietto differente. Lì al momento nemmeno ho prestato molta attenzione (è stata una mossa molto rapida) ma dopo poco mi sono reso conto del giochetto.

Con un “gioco di prestigio” il mio biglietto completo è finito nelle sue mani, mentre a me è stato consegnato il tagliando di un altro spettatore…quindi il mio biglietto era pronto ad essere rivenduto, chiaro no?

Ovviamente ero più interessato ad andare a cercarmi un buon posto per assistere allo spettacolo, che tornare indietro e fare storie, anche in considerazione del fatto che sicuramente erano tutti d’accordo lì…

Sorvolando sulla scorrettezza, per non dire sul vero imbroglio perpetrato, volevo fare solo una considerazione. Se su 5 persone hanno fatto questo giochetto, quante volte è stato ripetuto su 10.000 secondo voi?

Oltre a lucrare in modo illecito, in questo modo questi “signori” fanno saltare qualsiasi piano di sicurezza, in quanto riescono a fare entrare un numero di persone sicuramente superiore a quello ufficiale!

Può darsi che quanto mi è capitato sia una prassi, o forse…vi suggerirà di prestare maggiore attenzione alla prossima occasione.

Abiti per bambini Roberto Cavalli e Giorgio Armani a rischio strangolamento

Nel comunicato settimanale del RAPEX, il sistema di alert rapido della UE per i prodotti di consumo pericolosi, ci sono anche capi di abbigliamento Roberto Cavalli e Giorgio Armani. Gli abiti, destinati a bambini, secondo il RAPEX non rispecchiano gli standards creando il rischio di strangolamento a causa di cordoncini di lunghezza superiore alla norma.
Per i curiosi il link al report è questo
http://ec.europa.eu/consumers/dyna/rapex/create_rapex.cfm?rx_id=221
Noterete che sia Cavalli che Armani, portano il nome dello stile italiano nel modo…anche se alla voce Country of origin: appare Turchia o Indonesia.

Telefonate indesiderate? Ringraziamo qualche politico…

“Buonasera telecom italia, volevamo proporle…”
“Salve la chiamo dal Tele2, vorrei presentarle…”
“Sono Chiara, sono lieta di offrile…”

Suppongo vi sia capitato qualche volta di ricevere telefonate del genere…continuate a leggere.

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005, sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1º agosto 2005».

Questo uno degli emendamenti del disegno di legge di conversione del decreto milleproroghe, gentilmente ideato dai senatori FLERES, ALICATA, LEGNINI.

Una genialata che ha dell’incredibile, in questo modo le aziende che avranno raccolto ed aggregato i nostri dati prima del 2005, ossia prima che fosse obbligatorio chiedere agli utenti il consenso all’utilizzo dei dati per fini pubblicitari, potranno fare i loro porci comodi nel pieno rispetto della legge.

Mi piacerebbe davvero avere i numeri di casa di questi tre senatori, e passarli ai vari call center magari dicendo “Ma sa c’è un mio amico interessato…”, quando gli avranno rotto i c…i 10 volte al giorno magari si renderanno conto, salvo che non abbiamo qualche maggiordomo pagato da noi che risponde al telefono.

Purtroppo nemmeno Il Garante sembra avere voce in capitolo quando ci sono interessi economici di un certo livello in gioco.

Rapporto Privacy UK: Minacce ovunque

Una commissione della Camera dei Lords, ha pubblicato il rapporto ” Sorveglianza: Cittadini e Stato”, un documento abbastanza corposo considerando le quasi 450 pagine, ma altrettanto interessante.
Il rapporto evidenzia come lo stato di sorveglianza elettronica nei confronti dei cittadini rischi di diventare pervasivo.
Due esempi in particolar modo sono evidenziati, Banca dati nazionale del DNA e Videosorveglianza.
In riferimento alla banca dati nazionale del DNA, la relazione mostra il concreto rischio di una “potenziale una violazione delle libertà civili”. E’ stato rilevato che l’analoga banca dati degli Stati Uniti l’FBI CODIS database - si riferisce allo 0,5% della popolazione statunitense. In confronto, la banca dati del DNA del Regno Unito archivia dati sul  7,39% della popolazione.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle telecamere CCTV, la relazione pone il Regno Unito ai vertici mondiali con circa quattro milioni di telecamere in funzione, ed a ciò va aggiunto il fatto che nel decennio 1996-2006, il governo ha speso per la videosorveglianza  £ 500m.
Naturalmente gran parte dei cittadini considerano positivo l’utilizzo di sistemi di videocontrollo, tuttavia ciò che non è possibile effettivamente verificare è la loro efficacia. Inoltre il rischio principale è quello di alterare il rapporto tra lo Stato e gli individui, minando la loro riservatezza. Lo stesso presidente della commissioni si è detto preoccupato in quanto “L’enorme aumento di sorveglianza e di raccolta di dati da parte dello Stato e delle altre organizzazioni rischia di minare la lunga tradizione della privacy e della libertà individuale, che sono vitali per la democrazia. Sebbene i cittadini sembrano essere fiduciosi sul fatto che i dati raccolti non sono utilizzati in modo improprio, è necessaria maggiore trasparenza, in modo da consentire di sapere chi li raccoglie e come sono utilizzati”.

La relazione è accompagnata da 44 consigli pratici per proteggere la privacy.
Per coloro che fossero interessati, i documenti si trovano al seguente link:
http://www.publications.parliament.uk/pa/ld/ldconst.htm#reports

Tutta la tua vita sputtanata sul web (altro che privacy)

L’argomento è sempre il medesimo, privacy, tutela dei dati personali, o chiamatela come vi pare.

L’ultima arriva dalla Francia dove la rivista Le Tigre ha deciso di fare un esperimento: scegliere un illustre sconosciuto, recuperare tutte le informazioni possibili che lui stesso ha seminato sul web e farne un ritratto, precisamente gli autori lo hanno definito  “il primo ritratto Google”.

In parole povere hanno creato una vera e propria biografia di Marc L., trentenne francese, montando come tante tessere di un puzzle, le informazioni che l’ignaro navigatore aveva inserito in rete.

L’articolo (molto interessante, per chi conosce il francese lo trovate qui) esordisce con un “Buon compleanno Marc. Il 5 dicembre 2008, festeggerai i tuoi ventinove anni. Permetti che ti si dia del tu, Marc ? Tu non mi conosci, è vero. Ma io ti conosco molto bene.  Di sicuro hai avuto la (s)fortuna di essere il primo ritratto Google di Tigre“.

L’articolo prosegue dichiarando che si tratta di un modo per sensibilizzare le persone sulla poca attenzione prestata nell’inserimento in rete dei propri dati, ed effettivamente risulta davvero inquietante.

Amici, luoghi frequentati, gusti musicali, tutto si sa di Marc anzi, l’autore si lamenta delle tante, troppe informazioni che lo costringono a fare una selezione. Per ogni informazione riportata è citata la fonte, ed ironicamente l’autore scrive “après tout, c’est de ta faute : tu n’avais qu’à faire attention“, dopo tutto è colpa tua dovevi fare maggiore attenzione.

E’ questo il punto principale, mancanza di attenzione e consapevolezza di ciò che facciamo (sarebbe meglio dire combiniamo) in rete, iscrizioni frettolose, condizioni d’utilizzo bypassate…

 A Marc in fin dei conti potrebbe andare bene, infatti essendo stato il primo protagonista di questo esperimento, scommetto che fioccheranno interviste e inviti in tv, ma questa vicenda deve farci riflettere. La nostra vita non siamo solo noi, ma anche le nostre famiglie i nostri amici, che verrebbero inevitabilmente coinvolti, finendo nel calderone del “pubblico dominio”.

Fonti:

IlSole24ORE
Presse Ocean

340 intossicati in crociera e nessuno ne parla

Pochi giorni fa una mia parente è rientrata dal Brasile, e mi ha chiesto se avessi notizie di un problema di intossicazione verificatosi a bordo di una crociera MSC. A dire il vero non avevo sentito nulla a riguardo, però considerato che mi veniva riferito che in  Brasile la cosa aveva avuto una certa risonanza, mi sono messo alla ricerca di qualche informazione. Alla fine sono rimasto sorpreso del fatto che a bordo della MSC Sinfonia ci sono stati ben 340 intossicati, eppure sul web ci sono appena due trafiletti adnkronos e APCom.

Certo sono problemi che possono verificarsi, non si discute. Piuttosto mi chiedo come mai la notizia è passata…in sordina. Forse non era proprio l’ideale a pochi giorni dal varo della MSC Fantasia, definita la nave più bella del mondo.

Un ultima riflessione, la mia ultima (e unica) crociera risale al 1990, sapete come fini? Intossicazione alimentare, e ricovero d’urgenza, ecco perché il tema mi sta particolarmente a cuore.