Pubblicati i primi risultati relativi al Monitoraggio sul parco autovetture
delle pubbliche amministrazioni. In pratica si tratta di un censimento di quelle che sono comunemente note come le Auto Blu, e credo sia interessante…come inizio
Basta con questa scusa della privacy utilizzata ad arte per giustificare le limitazioni alle intercettazioni.
Il Codice per la Protezione dei dati personali (impropriamente chiamato codice privacy) non mira ad impedire la circolazione delle informazioni, anzi, serve appunto a tutelare che le informazioni personali siano trattate in maniera corretta e lecita.
I nostri politici parlano di privacy senza saperne un emerito tubo, giusto qualche info:
- Giuseppe Fortunato, membro del Garante Privacy (Autorità Garante per la tutela dei dati personali) nominato dal centrodestra, è stato condannato per aver diffuso illecitamente dati personali! (sentenza n. 9331 dell’8/03/2002). Non si può parlare di violazione della privacy solo perché all’epoca non esisteva la legge, ma questo signore ora dovrebbe tutelare noi!
- non mi preoccupo delle intercettazioni telefoniche, ma dell’abuso che le società telefoniche fanno dei miei dati tempestandomi di chiamate inutili e fastidiose;
- non mi preoccupo delle intercettazioni telefoniche, ma dell’abuso che le catene della grande distribuzione fanno delle mie informazioni personali tramite l’utilizzo di fidelity cards.
Guardate Emilio Fede come commenta la notizia Ansa che riporta l’affermazione di Bersani “la Gelmini rompe i coglioni”. A suo dire Berlusconi non ha mai detto e mai direbbe parole simili, ma fate attenzione che ad un certo punto del video c’è un’interferenza!
Oggi torniamo ad occuparci di Positano, ma in una prospettiva diversa, questa volta l’anomalia, se così possiamo definirla, è stata riscontrata sul sito l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo (ENIT).
Giusto per fornire qualche informazione a chi fosse aggiornato ricordiamo che il sito ITALIA.IT (sito ufficiale del turismo in Italia) rivelatosi un disastro sotto tutti i punti di vista, era stato chiuso (nonostante un costo di circa 58 milioni di Euro). Italia.it funzionava male, era pieno di inesattezze, errori grossolani, così hanno pensato bene di spendere qualche altra milionata per risistemarlo e riaprirlo, dateci un’occhiata e ditemi se il nostro paese può avere come vetrina questo sito.
Ma intanto c’è anche enit.it che invece risulta essere il sito ufficiale del turismo italiano (ah beh quindi cosa completamente diversa).
Ma a quanto pare le cose non vanno molto meglio…
Leggeramente si è permessa di cercare informazioni proprio su Positano, e con sorpresa ha scoperto che nella perla della costiera è stata realizzata una piazzetta identica a quella di Capri!
Non è uno scherzo, tra le immagini di Positano appare una foto della piazzetta di Capri, con la didascalia “Campania, Positano: la piazzetta, punto di riferimento e di incontro per gli amanti delle serate tra amici e della vita notturna” (ovviamente tradotto anche in inglese e tedesco).
In sostanza nonostante tanti soldi pubblici spesi, ci sono ancora errori a dir poco evidenti, e se qualcuno sta pensando “beh può capitare!”, replico subito dicendo che nelle immagini di Sorrento appare Villa Cimbrone, che numerosi links agli enti non funzionano…mi posso fermare?
Ministro Brambilla, si preoccupi meno dei danni all’immagine dell’Italia causati dalla Guzzanti e più di quelli causati dal portale ufficiale del turismo italiano.
Al Presidente di enit Marzotto chiediamo invece di istituire corsi di aggiornamento per il personale.
Credo che il buon Brunetta stia realizzando un’ottima campagna pubblicitaria con l’operazione della Posta elettronica certificata, sento su tutti i tg e quotidiani frasi del tipo “niente più file” “tanti soldi risparmiati” “posta elettronica certificata gratuita per tutti”…
Permettetemi qualche riflessione:
1) Una casella di posta elettronica certificata a pagamento la si trova anche a 5€ all’anno quindi in definitiva la gratuità della cosa è davvero minima (principio nessuno ti regala niente);
2) Non è stato detto ai tanti cittadini che hanno richiesto una casella certificata, che domani le cartelle esattoriali potrebbero arrivargli proprio su quella casella, e la ricezione viene data per buona quando il messaggio arriva sul server. Quindi se siete in vacanza o semplicemente non controllate spesso la vostra posta elettronica…saranno dolori;
3) Riguardo alle file che saranno destinate a scomparire, mi chiedo “ma a chi scrivo con la mia posta elettronica certificata?”, il Governo si preoccupa di “regalare” milioni di caselle di posta a cittadini che magari nemmeno le useranno, ed invece la Pubblica Amministrazione in moltissimi casi nemmeno sa di cosa parliamo.
4) Guardate cosa diceva il comma 2 ter dell’art. 57 del Codice dell’Amministrazione Digitale “Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che gia’ dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata
a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresi’ assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalita’ di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.”
Ma un recente schema di modifica del Codice trasforma il medesimo comma così:
“Le amministrazioni pubbliche pubblicano nei propri siti un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta.”
5) Il Governo aveva varato il decreto per la pec quasi un anno fa!
6) Sono pronto ad ogni critica, provate a visitare il sito http://www.indicepa.gov.it e ditemi se il vostro Comune ha comunicato un indirizzo di posta elettronica certificata.
La mia opinione?
Il Governo nasconde le i gravi ritardi della Pubblica Amministrazione dietro queste campagne marketing, finito il tormentone dei fannulloni Brunetta inizia con la posta. Mi dispiace ministro, imparo ad informarmi e non ti credo più!
Oggi per caso mi sono imbattuto nel sito istituzionale del Comune di Positano, e devo confessare di essere rimasto sorpreso quando ho visto che in home page vi erano varie inserzioni pubblicitarie, sia di attività commerciali locali che inserzioni generiche del tipo “annunci Google”.
Premesso che ritengo sia sicuramente lecito cercare di fare cassa anche sul sito, mi chiedo:
1) Come viene gestita la vendita degli spazi?
2) Come si fa ad evitare eventuali inserzioni automatiche di google…diciamo fuori luogo (magari pubblicizzano strutture alberghiere di un altro paese tanto per dirne una);
3) Non mi sembra che nella Policy Privacy si informi l’utenza di eventuali cookies di google.
La mia opinione (mi auguro interessi a qualcuno) è che le amministrazioni dovrebebro sfruttare meglio gli strumenti tecnologici a disposizione, iniziando a fare innanzitutto quello che prevede la legge.
Mi farebbe davvero piacere fare un indagine per capire quanti amministratori di Positano, Amalfi, Sorrento…sanno cosa sia il Codice dell’Amministrazione Digitale. Magari per i cittadini potrebbe andare meglio.
Riprendiamo il servizio del TG1 relativo ai parcheggi interrati realizzati in Penisola Sorrentina e trasmesso nell’edizione serale del 12 Marzo 2010….stavolta non commento!
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