Posted by GDL on 30 Mag 2011 at 15:28 under Politica, notizie
Ho visto il video della votazione di Berlusconi, ma sono rimasto perplesso dal fatto che dopo aver votato si è messo in posa e poi ha imbucato la sua scheda. Poteva farlo? No, nella maniera più assoluta!
Infatti secondo il regolamento del Ministero dell’Interno l’elettore deve riconsegnare al Presidente la scheda, ed il presidente “All’atto della riconsegna delle schede, il presidente:
— verifica se le schede sono quelle stesse che egli aveva consegnato all’elettore;
— constata che, sulle parti esterne, non vi sono segni o scritture che, comunque, possano portare al riconoscimento dell’elettore;
— pone le schede nelle rispettive urne (art. 58, terzo comma, del testo unico n. 361).”
Qualcuno mi spiega se per Berlusconi valgono regole “ad personam” anche per le votazioni.
Provate a cercare la pagina Facebook dell’On. Jannone ( http://it-it.facebook.com/giorgio.jannone ) e vi renderete conto che “non è stata trovata”.
Beh capita a tutti che l’account venga disattivato, ma ovviamente se capita ad un deputato, questo non si limita ad incazzarsi ma fa una interrogazione parlamentare con la quale chiede di “Tutelare la privacy degli utenti di facebook ed evitare sospensioni improvvise ed immotivate del proprio account, principi che pero’ non vengono rispettati dai gestori che possono utilizzare e controllare i dati personali di ciascun utente. Occorre individuare una soluzione per evitare questa ‘sciagura sociale sul web‘”
Ora dico io, capisco che se ti bloccano l’account facebook è una “sciagura sociale”, ma se l’On. Jannone va a parlare di queste cose a qegli “sciagurati” di disoccupati, morti di fame, pensionati minimi…penso che più che disattivargli l’account gli fanno un culo così (scusate la volgarità ma quando ci vuole ci vuole).
Onorevole ma per caso si è letto le condizioni contrattuali di Facebook prima di attivare l’account? O come milioni di pecore ha cliccato “accetto” per poi rivendicare diritti inesistenti?
In questi giorni non si fa altro che parlare della famosa scuola di Adro, piena di simboli leghisti, intitolata al Sen. Miglio scomparso nel 2001 (pace all’anima sua).
Ne ho lette tante, e ne ho sentite di più su questo argomento, ma mi ha divertito leggere un vecchio articolo del corriere, dove si riprende una contestazione dei leghisti nei confronti di Miglio, che viene definito come un “somaro a due zampe”. Ovviamente la replica del Senatùr fu dura “lei giovanotto deve studiare di più’”.
Detto fatto, dopo 17 anni i leghisti hanno costruito una scuola intitolata proprio a chi gli suggeriva di applicarsi di più negli studi. Peccato che il trota ed il suo babbo non abbiano fatto in tempo ad iscriversi, ma chissà magari si potrebbe pensare ad un corso serale.
Pubblicati i primi risultati relativi al Monitoraggio sul parco autovetture
delle pubbliche amministrazioni. In pratica si tratta di un censimento di quelle che sono comunemente note come le Auto Blu, e credo sia interessante…come inizio
Basta con questa scusa della privacy utilizzata ad arte per giustificare le limitazioni alle intercettazioni.
Il Codice per la Protezione dei dati personali (impropriamente chiamato codice privacy) non mira ad impedire la circolazione delle informazioni, anzi, serve appunto a tutelare che le informazioni personali siano trattate in maniera corretta e lecita.
I nostri politici parlano di privacy senza saperne un emerito tubo, giusto qualche info:
- Giuseppe Fortunato, membro del Garante Privacy (Autorità Garante per la tutela dei dati personali) nominato dal centrodestra, è stato condannato per aver diffuso illecitamente dati personali! (sentenza n. 9331 dell’8/03/2002). Non si può parlare di violazione della privacy solo perché all’epoca non esisteva la legge, ma questo signore ora dovrebbe tutelare noi!
- non mi preoccupo delle intercettazioni telefoniche, ma dell’abuso che le società telefoniche fanno dei miei dati tempestandomi di chiamate inutili e fastidiose;
- non mi preoccupo delle intercettazioni telefoniche, ma dell’abuso che le catene della grande distribuzione fanno delle mie informazioni personali tramite l’utilizzo di fidelity cards.
Guardate Emilio Fede come commenta la notizia Ansa che riporta l’affermazione di Bersani “la Gelmini rompe i coglioni”. A suo dire Berlusconi non ha mai detto e mai direbbe parole simili, ma fate attenzione che ad un certo punto del video c’è un’interferenza!
Oggi torniamo ad occuparci di Positano, ma in una prospettiva diversa, questa volta l’anomalia, se così possiamo definirla, è stata riscontrata sul sito l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo (ENIT).
Giusto per fornire qualche informazione a chi fosse aggiornato ricordiamo che il sito ITALIA.IT (sito ufficiale del turismo in Italia) rivelatosi un disastro sotto tutti i punti di vista, era stato chiuso (nonostante un costo di circa 58 milioni di Euro). Italia.it funzionava male, era pieno di inesattezze, errori grossolani, così hanno pensato bene di spendere qualche altra milionata per risistemarlo e riaprirlo, dateci un’occhiata e ditemi se il nostro paese può avere come vetrina questo sito.
Ma intanto c’è anche enit.it che invece risulta essere il sito ufficiale del turismo italiano (ah beh quindi cosa completamente diversa).
Ma a quanto pare le cose non vanno molto meglio…
Leggeramente si è permessa di cercare informazioni proprio su Positano, e con sorpresa ha scoperto che nella perla della costiera è stata realizzata una piazzetta identica a quella di Capri!
Non è uno scherzo, tra le immagini di Positano appare una foto della piazzetta di Capri, con la didascalia “Campania, Positano: la piazzetta, punto di riferimento e di incontro per gli amanti delle serate tra amici e della vita notturna” (ovviamente tradotto anche in inglese e tedesco).
In sostanza nonostante tanti soldi pubblici spesi, ci sono ancora errori a dir poco evidenti, e se qualcuno sta pensando “beh può capitare!”, replico subito dicendo che nelle immagini di Sorrento appare Villa Cimbrone, che numerosi links agli enti non funzionano…mi posso fermare?
Ministro Brambilla, si preoccupi meno dei danni all’immagine dell’Italia causati dalla Guzzanti e più di quelli causati dal portale ufficiale del turismo italiano.
Al Presidente di enit Marzotto chiediamo invece di istituire corsi di aggiornamento per il personale.
Credo che il buon Brunetta stia realizzando un’ottima campagna pubblicitaria con l’operazione della Posta elettronica certificata, sento su tutti i tg e quotidiani frasi del tipo “niente più file” “tanti soldi risparmiati” “posta elettronica certificata gratuita per tutti”…
Permettetemi qualche riflessione:
1) Una casella di posta elettronica certificata a pagamento la si trova anche a 5€ all’anno quindi in definitiva la gratuità della cosa è davvero minima (principio nessuno ti regala niente);
2) Non è stato detto ai tanti cittadini che hanno richiesto una casella certificata, che domani le cartelle esattoriali potrebbero arrivargli proprio su quella casella, e la ricezione viene data per buona quando il messaggio arriva sul server. Quindi se siete in vacanza o semplicemente non controllate spesso la vostra posta elettronica…saranno dolori;
3) Riguardo alle file che saranno destinate a scomparire, mi chiedo “ma a chi scrivo con la mia posta elettronica certificata?”, il Governo si preoccupa di “regalare” milioni di caselle di posta a cittadini che magari nemmeno le useranno, ed invece la Pubblica Amministrazione in moltissimi casi nemmeno sa di cosa parliamo.
4) Guardate cosa diceva il comma 2 ter dell’art. 54 del Codice dell’Amministrazione Digitale “Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che gia’ dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata
a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresi’ assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalita’ di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.”
Ma un recente schema di modifica del Codice trasforma il medesimo comma così:
“Le amministrazioni pubbliche pubblicano nei propri siti un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta.”
5) Il Governo aveva varato il decreto per la pec quasi un anno fa!
6) Sono pronto ad ogni critica, provate a visitare il sito http://www.indicepa.gov.it e ditemi se il vostro Comune ha comunicato un indirizzo di posta elettronica certificata.
La mia opinione?
Il Governo nasconde le i gravi ritardi della Pubblica Amministrazione dietro queste campagne marketing, finito il tormentone dei fannulloni Brunetta inizia con la posta. Mi dispiace ministro, imparo ad informarmi e non ti credo più!
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