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Emilio Fede fa il lama

Poche chiacchiere da parte mia, io sono solo convinto che alle provocazioni si risponde con argomentazioni, invece che con gli sputi. Ricca avrà anche esagerato, ma perché se aveva torto non è stato messo a tacere con le parole? Fatemi sapere la vostra…

Metti il bambino a rischio

Conoscete il RAPEX? Si tratta di un programma UE (rapid alert system for all dangerous consumer products) dedicato alla segnalazione di prodotti potenzialmente pericolosi per i consumatori. Il RAPEX si propone di realizzare un veloce scambio di informazioni tra i paesi membri e la Commissione a protezione della salute dei consumatori, i rapporti segnalano sia i prodotti ritirati volontariamente dal mercato che quelli per i quali siano intervenute le Autorità nazionali. Ieri è stato pubblicato il rapporto 2006 e tra i vari grafici mi ha colpito questo…

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…perchè mi ha colpito? Semplice perchè tra le categorie di prodotti pericolosi segnalati, al primo posto appare TOYS, capite bene cosa significhi ciò. Giocattoli pericolosi destinati ai nostri figli, e quando si parla di pericolosità si intende materiali cancerogeni, rischio di shock elettrici, soffocamento ecc. Purtroppo il business non si ferma davanti a nulla!

 

Fai la tua segnalazione!

Per quanti non lo conoscessero ancora, volevo segnalare un’iniziativa dell’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici). L’associazione ha creato un servizio di segnalazione che consente di dare voce agli automobilisti stufi dei dissesti stradali. La procedura di segnalazione è molto semplice e veloce, e come risultato consente di visualizzare su una cartina il “blackpoint” da voi segnalato, c’è anche una fotogallery per chi ha prove fotografiche delle voragini, o semplicemente degli incroci mortali. Io le mie belle segnalazioni le ho già fatte. Servirà a qualcosa? Boh! Ma intanto mi sono preso la mia piccola soddisfazione di diffondere la malagestione delle strade nella mia città.
Il sito lo trovate QUI

Abolizione dei costi di ricarica: Tremonti teme…

Di seguito vi riporto uno stralcio dell’intervento dell’ex-ministro Tremonti, tenuto ieri sera alla camera in occasione delle dichiarazioni di voto peril decreto sulle Liberalizzazioni, come avrete modo di vedere c’è il concreto timore che gli attuali benefici economici siano vanificati da futuri aumenti tariffari. Andrea e Generazione Attiva sicuramente inizieranno un bel monitoraggio….

In ogni caso, noi non siamo contro le
liberalizzazioni, ma siamo contro queste
false liberalizzazioni. Faccio due esempi
per tutti, la ricarica dei telefonini e l’apertura
istantanea delle imprese. Sulla ricarica
dei telefonini voi, nel decreto-legge, ragionate
come quello che per ridurre il costo
dei ristoranti proibisce la voce « coperto »,
ma non impedisce l’aumento del « primo » o
del « secondo », del « dolce » o della « frutta
» (Applausi dei deputati dei gruppi Forza
Italia e Alleanza Nazionale ). Ci vedremo fra
un po’ di tempo per vedere se alla fine il
telefonino costera` veramente meno o molto
di piu` di ora.

Leggeramente & Andrea D’Ambra contro la pubblicità ingannevole

E’ con piacere che vi comunico che il mio precedente post relativo agli spot ingannevoli, è stato segnalato dal blog di Andrea D’Ambra, il quale con l’associazione Generazione Attiva, ha presentato un esposto all’Antitrust proprio in merito alle pubblicità da me segnalate. E’ arrivato il momento che questi signori la smettano di prenderci per i fondelli, facciamo valere i nostri diritti!

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Questa volta il Garante Privacy non c’entra…

…o meglio c’entra poco. Facciamo un passo indietro, qualche mese fa le Iene di italia 1 avevano prelevato senza richiedere consenso, del sudore dalla fronte di alcuni politici italiani, al fine di fare delle analisi sull’uso di stupefacenti, ma il Garante della privacy aveva bloccato il trattamento dei dati e vietato la trasmissione del servizio.

Ieri sera le Iene ci hanno riprovato, hanno beccato l’onorevole Galalati UDC (precedentemente coinvolto in una vicenda di cocaina, anche se poi risultato estraneo) e dopo averlo preventivamente informato sulla loro intenzione di fare delle analisi, gli hanno chiesto di poter prelevare un pelo e di dare il proprio consenso. Indovinate la risposta dell’onorevole!

“Le daremo il consenso quando saremo in parlamente”

“Andiamo in un laboratorio e lo facciamo insieme”

“Già mi sono dovuto trapiantare i capelli, ora mi vuole levare anche i peli”.

Al paese mio di direbbe CVD…..come volevasi dimostrare!

P.S.: per i più curiosi, il video del servizio lo trovate QUI

Ancora una morte assurda

Sapete cosa c’è? E’ morto un uomo, Filippo Raciti, un marito, un padre, un agente di polizia. Una vita spezzata da quattro balordi ubriachi di calcio. Non voglio fare molte chiacchiere, voglio solo porre una domanda: “Si poteva evitare?”.
Forse, ma come sempre in Italia le leggi le fanno per farci credere che la politica sia realmente interessata a noi poveri mortali. No, non basta.
Non basta imporre per legge l’uso del casco sui motorini, non basta vietare la costruzione di case, così come non basta fare una legge che impone una serie di controlli negli stadi, se poi resta solo scritto sulla carta.
Per ironia della sorte proprio un anno fa, il 2 febbraio 2006, Giovanni Aliquò dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, denunciava la totale disapplicazione del “Decreto Pisanu”.
Un pensiero per la famiglia Raciti.

Onorevoli discorsi…

Questo non lo puoi dire!
Buffone!
Imbecille!
Sono con voi. Ipocriti!
Il maestrino che fa le lezioni!
Ci ha chiamati nazisti…!
È vero! È vero!
Per favore!
Non si dicano bugie.
È vero!
Non hai mai lavorato in vita tua!
Ha dato dell’ubriaco al collega!
Non voleva dire questo!
Vergogna! Vergogna!
Vergogna!
Scemo! Non ti permettere di dire vergogna! Imbecille!
Questo non è vero!
Ma questo cosa c’entra?


Leggendo, si potrebbe pensare ad un discorso da bar, oppure ad un dibattito di quelli che si sentivano ai tempi delle assemblee di istituto, quando eravamo divisi tra fascisti e comunisti. Invece no, niente di tutto questo.
Il corsivo che avete letto è stato tratto dai resoconti stenografici delle sedute parlamentari. Qualche decina di migliaia di euro per insultarsi, cosa desiderare di più dalla vita?
Qualcuno disse che in il problema era stato creato alla radice chiamando il massimo organo istituzionale “Parlamento” (ossia luogo dove si parla), invece sarebbe stato più utile chiamarlo “Fattamento”. Ma alla luce di quanto leggo mi viene spontaneo chiamarlo “Insultamento”.
Chiaramente chi desidera approfondire l’argomento può consultare il sito www.camera.it