Eccomi di ritorno dalla luna, 5 mesi di shock, 5 mesi dalle dimissioni di Mastella, 5 mesi dall’inizio del “nuovo corso” della politica italiana.
Eppure nulla sembra essere cambiato, al governo c’è una destra che è alle prese con la “gravissima” questione delle intercettazioni che era tanto cara a…..Mastella!
Consentitemi di dire la mia (del resto il blog è mio!), la tanto nominata privacy, è solo un ennesimo bluff! Avrò sentito dire 100 volte negli ultimi giorni che “la privacy dei cittadini è sacra” ma chiariamo alcuni punti
1) si parla delle intercettazioni come se tutti indistintamente fossimo intercettati;
2) Chi non ha nulla da temere non dovrebbe essere tanto infastidito dalle intercettazioni;
3) La privacy è violata in modo molto più pericoloso in tanti altri settori che non destano sospetti.
Cosa voglio dire?
Semplicemente che il problema secondo me non sta nell’ascoltare o meno una conversazione, ma piuttosto nel chi ascolta e chi utilizza le intercettazioni. Eliminare in toto le intercettazioni per i reati sotto i 10 anni di pena, significa consentire ad un mucchio di criminali di farla franca.
Insomma l’impressione è quella che per risolvere un’infezione ad un dito il governo tagli tutta la mano…sorge qualche sospetto.
Che avere uno scontrino fiscale sia spesso un problema è risaputo, così come sono conosciute le domande “con o senza fattura?”. Eppure ieri ho fatto un bis che non mi era mai capitato:
1) Visita specialistica “Sarebbe 180€ facciamo 140€ però le rilascio una ricevuta di 70€”;
2) Foto tessera “Quanto le devo?” “6€ con la ricevuta 5€ senza”.
Assolutamente demprimente! Qual è la via di uscita vi prego aiutatemi. Devo litigare con tutto il mondo? Devo girare con una microcamera e passare i filmati alle Iene o al gabibbo? Devo chiamare la Finanza? Oppure dovremmo ritornare tutti a scuola per imparare un po’ di educazione civica?
E poi si inventano i controlli incrociati sui conti correnti le intercettazioni, e frizzi vari! Ma mandassero agenti in borghese a raffica, forse sarebbe più utile.
Gentili Membri del Parlamento Europeo,
la pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie dell’Unione Europea, la Commissione Europea a questo fine ha proposto una Direttiva contro la contraffazione e la pirateria anche in relazione alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Le conseguenze e le misure di questa Direttiva avranno a che fare con un ecosistema cognitivo particolare, quale quello della rete digitale interconnessa di internet che, per sua natura costitutiva, non conosce la condizione di scarsità, consente la condivisione della conoscenza e si configura come una impresa cognitiva collettiva.
In tv ci propongono uno spot nel quale il “simpaticissimo” De Sica, elogia la trasparenza di TIM e il vigile di turno dà una craniata nella porta (sempre trasparente) del centro TIM.
Evidentemente al Sole24Ore hanno dato un’interpretazione simpatica ed originale della pubblicità TIM, infatti nell’edizione di oggi 19 marzo 2007 appare uno speciale di ben 8 pagine intitolato “Tariffe, la trasparenza è un rompicapo”. Provate a dare uno sguardo alle pagine del dossier, roba da brividi…tre operatori e ben 39 piani tariffari! A chi dobbiamo dare maggior credito? Sole24Ore o De Sica?
Sapete cosa c’è? E’ morto un uomo, Filippo Raciti, un marito, un padre, un agente di polizia. Una vita spezzata da quattro balordi ubriachi di calcio. Non voglio fare molte chiacchiere, voglio solo porre una domanda: “Si poteva evitare?”.
Forse, ma come sempre in Italia le leggi le fanno per farci credere che la politica sia realmente interessata a noi poveri mortali. No, non basta.
Non basta imporre per legge l’uso del casco sui motorini, non basta vietare la costruzione di case, così come non basta fare una legge che impone una serie di controlli negli stadi, se poi resta solo scritto sulla carta.
Per ironia della sorte proprio un anno fa, il 2 febbraio 2006, Giovanni Aliquò dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, denunciava la totale disapplicazione del “Decreto Pisanu”.
Un pensiero per la famiglia Raciti.
Ogni giorno ci sentiamo dire che bisogna bere tanta acqua, almeno 2 litri al giorno dicono gli esperti. Di conseguenza nemmeno immaginavo che di acqua si potesse morire. Proprio ciò che è accaduto ad una ventottenne americana che dopo aver partecipato ad una gara con l’intenzione di vincere un box per videogame Nintendo, ha accusato un malore che l’ha portata alla morte. La gara, tenutasi a Sacramento, consisteva nel bere almeno 2 litri di acqua ogni 15 minuti, senza poter utilizzare il bagno.
Per i più scettici ecco il link alla fonte.
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